- ID collezione
- 480
- Identificatore
- MCZR
- Acronimo
- MCZR-T-MIS
- Consegna
- II
- Nome
- Collezione teriologica miscellanea
- Autore
- Non indicato
- Descrizione
-
La Collezione Teriologica del Museo Civico di Zoologia di Roma si compone della collezione del Museo Zoologico dell’Università di Roma, traferita al Museo capitolino nel 1932; di numerosi reperti provenienti del vicino Giardino Zoologico o da altri Zoo italiani; di un buon numero di reperti recuperati post mortem in natura, oltre che di una consistente quantità di pelli e trofei affidati al Museo Civico dall’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (ISIAO).
L’antica collezione universitaria risale a sua volta a quella conservata nel Gabinetto di Zoologia e Zootomia del Pontificio Archiginnasio Romano, che Papa Pio IX rese autonomo nel 1853, affidandone la direzione a Vincenzo Diorio, professore di zoologia ed anatomia comparata. Il primo catalogo, oggi custodito presso il Museo Civico, risale allo stesso anno e fu curato da Temistocle Metaxà, Preparatore del Museo. Dopo la presa di Porta Pia il Museo, passato alla direzione del Prof. Leone De Sanctis, attraversò un lungo periodo d’incuria e disinteresse, di cui ovviamente soffrì anche la collezione di Mammiferi, all’epoca piuttosto povera di reperti. Fu solo nel 1883, che, con l’avvento a Roma di Antonio Carruccio iniziò il primo, serio tentativo di costituire un’istituzione zoologica all’altezza della Capitale d’Italia. Grazie alla collaborazione di enti, esploratori, del governo e della Casa Regnante dei Savoia, oltre che all’infaticabile attività del nuovo direttore, la consistenza della collezione registrò un notevole incremento. Fra i reperti di maggior valore scientifico entrati all’epoca vale la pena ricordare un maschio di Okapia johnstoni, che, donato nel 1903 da S.M. Vittorio Emanuele III, rappresentava il terzo esemplare, dopo Londra e Tervunen, giunto nei musei dell’Occidente a solo due anni dalla descrizione scientifica della specie. Carruccio pose grande attenzione nell’arricchire la collezione con esemplari della fauna locale, che descrisse in vari contributi sul Bollettino della Società Zoologica Romana (successivamente “Bollettino della Società Zoologica Italiana”). La mancanza nel museo di personale specializzato non consentì tuttavia uno studio dettagliato del materiale conservato e la Collezione Teriologica fu ignorata per lungo tempo dagli studiosi italiani, tanto che nel 1911 Giuseppe Lepri, assistente di Carruccio, fu costretto a pubblicare una “aggiunta” alle “Ricerche faunistiche sui Mammiferi oggetto di caccia in Italia” del Prof. Ghigi per completare il quadro della mammalofauna laziale, facendo riferimento proprio alla collezione zoologica del museo universitario.
Nel 1932 le collezioni universitarie vennero cedute al Comune di Roma per dare vita al Museo Civico di Zoologia, all’interno del Giardino Zoologico di Villa Borghese. Questa collocazione, magnifica dal punto di vista estetico, ma anche per le sue straordinarie potenzialità didattiche, offrì al Museo la possibilità di raccogliere una considerevole quantità di materiale mammalogico proveniente dallo Zoo stesso o da donazioni di privati. Al contempo, le costanti ristrettezze economiche dell’amministrazione capitolina non consentirono mai l’attuazione di campagne di raccolta sul territorio e/o all’estero.
Pur essendo rappresentativa della biodiversità su scala globale, la collezione è caratterizzata dalla presenza di molti reperti provenienti dalle ex colonie italiane nell’Africa orientale ed in particolare dalla Somalia, dall’Etiopia e dall’Eritrea. Fra questi, nel 2011 è stata descritta una nuova specie di Roditore della Famiglia Bathyergidae, il Fukomys ilariae (Gippoliti, S. & Amori, G.), il cui tipo è custodito presso il museo.
Per quanto concerne i Primati, la collezione Mammalogica vede inoltre la presenza di alcuni reperti raccolti in sud America ed in particolare in Amazzonia durante le spedizioni effettuate dal Prof. Ettore Biocca e da altri zoologi dell’Università di Roma nell’alto Rio Negro-Orinoco fra il 1962 ed il 1963.
La collezione comprende circa 700 reperti in pelle, oggi in corso di revisione, antichi trofei e circa 400 esemplari naturalizzati, di cui alcuni, di recente realizzazione, sono stati preparati secondo le più moderne tecniche della tassidermia ed inseriti nel percorso espositivo a scopo educativo e didattico. La maggior parte della collezione è comunque custodita in una sala chiusa al pubblico ed è a disposizione dei ricercatori. - Descrizione in inglese
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The Mammals Collection of the City Museum of Zoology of Rome is composed of different sections: the ancient collection of the Museum of Zoology of the University of Rome, which was transferred to the City Museum of Zoology in 1932; several specimens originated from the Zoological Garden of Rome and some other Italian zoos; some specimens retrieved post mortem in the wild and a good number of skins and trophies, tansferred by the Italian Institute for Africa and Eastern countries (IsIAO).
The collection of the former University Museum originates from the one preserved in the Cabinet of Zoology and Zootomy of the Archigymansium Pontificium Urbis, the Ancient Roman University, which became a self-governing body by decision of Pope Pio IX in 1853. At the time the director of the Cabinet was Prof. Vincenzo Diorio, who gave the task to Temistocle Metaxà, taxidermist of the museum, to compile the first catalogue of the collections. After the storming of Porta Pia and the victory of the Savoy over the Pontifical State Army (1870) the ancient Roman University Museum, where Prof. Leone De Sanctis had replaced Vincenzo Diorio, suffered from a long period of carelessness and total lack of interest by the new Italian State. It was only in 1883, with the advent of Antonio Carruccio as director, that the museum started its development to become a modern zoological institution, suited to the new Capital of Italy. Thankful to the contribution of governing and non-governing bodies, explorers, the Savoy Royal Family and, last but not least, of the indefatigable new director, the museum increased its collections with a good number of specimens. Among them, it is worthwhile to mention the specimen of Okapia johnstoni, which was donated by H.R.H. Vittorio Emanuele III in 1903 and which was one of the only three Okapis preserved in the museums of the world (the other two were in London and Tervunen) after only two years from the scientific description of this new species.
Carruccio took care of collecting exotic animals as well as specimens of the Italian fauna, that he describes in many published papers of the Bulletin of the Roman Zoological Society (later changed into “Italian Zoological Society”). In spite of everything, the museum’s lack of staff prevented the detailed study of these materials and the Theriological Collection was ignored for many years by the Italian scientists. In 1911 Giuseppe Lepri, assistant to Carruccio, realized that, due to this lack of investigations, it was necessary to expand the edition of the “Research on Mammals hunted in Italy” by Prof. Ghigi with an addition on the Mammals of Latium, based on the study of the specimens of the University Museum of Zoology collection.
In 1932 the University collection was transfered to the Municipality of Rome to give origin to the new City Museum of Zoology, that was established as part of the Zoological Garden of Rome. The location in Villa Borghese and inside the Zoo was extraordinary for its potential in public education and it gave the advantage to the museum to collect a great number of specimens coming from the Zoo or from private collections. On the other hand, the continuous lack of economical resources of the Capitol prevented the museum staff from carrying on researches in the field and from collecting specimens in biodiversity hotspots in Italy as well as abroad.
Even if representative of the global biodiversity, the Mammals Collection of the Rome City Museum is strongly characterized by the presence of many specimens collected in the past Italian colonies in Eastern Africa and in particular in Somalia, Ethiopia and Eritrea. Among them, in 2011 two Italian researchers of the University “La Sapienza” of Rome have identified and described a new specie of Rodent, belonging to the Family Bathyergidae. The Rodent was named Fukomys ilariae (Gippoliti, S. & Amori, G.) and the type specimen is still preserved in the museum.
Regarding Primates, the Theriological collection includes some specimens collected in South America and, in particular, in Amazonia during the expedition of Prof. Ettore Biocca and other zoologists of the University of Rome in the upper reaches of Rio Negro-Orinoco between 1962 and 1963.
The Mammals Collection comprises about 700 skins, which are today under scientific review; ancient trophies; about 400 stuffed specimens, some of which have been recently prepared with the most updated taxidermy techniques. These last ones can be observed in the open rooms of the museum, while the majority of the collection is preserved off-exhibit, in study rooms open only to researchers. - Parole chiave
- Mammiferi, Mammalia
- Parole chiave in inglese
- Mammals, Mammalia
Collezione teriologica miscellanea
MCZR
Dati generali
Classificazione e copertura
- Tipologia
- teriologica
- Regno
- Animalia
- Taxon
- Mammalia
- Copertura temporale
- Non indicato
- Formazione
- 1925-presente
- Copertura temporale stratigrafica
- Non indicato
- Copertura spaziale
- Mondiale
Consistenza e conservazione
- Dimensione
- 1200
- Stima del conteggio
- Non indicato
- Tipi
- si
- Stato di sviluppo
- aperto
- Materiale determinato
- in parte
- Stato di catalogazione
- in parte
- Livello di indagine
- inventario
- Stato di conservazione
- 4 - Esemplari identificati solo in parte
- Stato di conservazione minimo
- Non indicato
- Stato di conservazione massimo
- Non indicato
- Data di valutazione
- 45536
- Modalità di conservazione
- Non indicato
Accesso e documentazione
- Uso
- didattica, ostensione, ricerca
- Accesso
- La collezione è accessibile per finalità di ricerca scientifica secondo le direttive dello staff curatoriale. Saggi distruttivi o invasivi sono in linea di principio proibiti e devono essere preventivamente concordati con lo staff curatoriale.
- Accesso in inglese
- The collection is freely available for scientific research, under the regulations set up by the managerial staff. Destructive or invasive assays are normally prohibited or must be previously agreed with the managerial staff.
- IPR
- Usi diversi da quelli per motivi di ricerca (es. fotografie per attività con risvolti commerciali) sono soggetti a contratti specifici con l'Amministrazione proprietaria.
- IPR in inglese
- Uses other than for scientific research (e.g. extensive taking of pictures for commercial use) are subject to written contracts.
- Proprietà
- detenzione Ente pubblico territoriale
- Dettaglio proprietà
- Non indicato
- Sito web
- Non indicato
- Bibliografia
- Non indicato
- Note
- Non indicato
- Note in inglese
- Non indicato
Istituzione
- Nome
- Museo Civico di Zoologia di Roma
- Tipologia
- museo
- Identificatore
- MCZR
- Sito web
- Apri il sito web
Località
- Comune
- Roma
- Provincia
- Roma
- Regione
- Lazio
- Indirizzo
- Via Ulisse Aldrovandi, 18
- CAP
- 00197
- Nazione
- Italia
Contatti
- Nome
- Carla Marangoni
- carla.marangoni@comune.roma.it
- Telefono
- 667109258
- Sito web
- Non indicato